27 dicembre 2011

I libri del 2011


Guido Araldo
Il mistero di Saliceto. I Templari e la loro presenza in Piemonte, Liguria, Savoia e Nizzardo
Bastogi
Riedizione accresciuta di un precedente testo dell'autore, comprendente una prima parte dedicata all'elencazione dei siti templari nei territori nord-occidentali, ed una seconda dedicata ad aspetti esoterici che nulla hanno a che fare con la storia dei Cavalieri del Tempio. Voto: 5/10

Enrico Baccarini / Mario Pagni
I Templari in Toscana
Edizioni Press & Archeos
Sostanzioso volume, che raccoglie una consistente mole di dati sulla presenza templare nel territorio. Del tutto incomprensibile l'aggiunta di appendici sul fenomeno del templarismo e sull'interpretazione dei noti simboli attribuiti ai Templari. Voto: 6/10

Nadia Bagnarini
L'insediamento templare di Santa Maria in Carbonara a Viterbo
Penne e Papiri
Da una brava ricercatrice, lo studio, su base rigorosamente documentale, del complesso della precettoria viterbese, che ha permesso di evidenziare una serie di elementi sino ad ora trascurati nell’ambito degli studi relativi agli insediamenti dell’Ordine templare nel territorio della Tuscia. Voto: 8/10

Silvio Canavese
Il Potere dei Templari
Keltia Editrice
L'autore affronta, in modo originale, gli aspetti che diedero origine al cosiddetto “Potere” dei Templari, partendo dalla rigorosa disciplina e organizzazione, sulla quale si sono costruiti potere militare, economico, politico-diplomatico, fino ad arrivare a un certo potere “spirituale”. Ne risulta un testo non esente da errori, inutilmente infarcito, nelle appendici, di fantasiosi quanto inesistenti motti, giuramenti e preghiere. Peccato. Voto: 5/10

Bianca Capone / Loredana Imperio / Enzo Valentini
Italia templare. Guida agli insediamenti dell'Ordine del Tempio in Italia
Edizioni Mediterranee
Terza edizione aggiornata (e corretta) del fondamentale testo riguardante la presenza dell’Ordine nella penisola, a cura dei tre maggiori esperti italiani di storia templare. Voto: 9/10

Bianca Capone Ferrari
I Templari dall'Italia all'Europa
Edizioni Federico Capone
Partendo dall’Italia, l'autrice fa da guida in un percorso che, attraverso la Linguadoca, il Rouergue e l’Alsazia, si spinge fino alle terre nordiche della Livonia, proseguendo nella diocesi di Uppsala, in Svezia, il territorio più settentrionale in cui è stata accertata la presenza dei Templari. Dall’Inghilterra e l’Irlanda, si raggiunge infine la Spagna nord-occidentale, dove il viaggio si conclude nello scenografico castello di Ponferrada, una tappa obbligata lungo il “Camino di Compostela”. Voto: 8/10

Giovanni Cardarelli
Il mistero dei Templari a San Ginesio
Officine Brugiano
Con questo libro, l'autore ci informa di aver “scoperto”, per la prima volta in assoluto, oltre cinquanta fregi scolpiti sui capitelli della Chiesa Collegiata; simboli che, dopo “un’attenta ricerca”, hanno fatto ipotizzare la presenza dei Cavalieri del Tempio nel castello di San Ginesio. Purtroppo, al presente, non esiste alcuna traccia che possa mettere in relazione i Templari con la menzionata località. Anche i segni presi in esame risultano generici e del tutto riconducibili all'apparato simbolico cristiano tradizionale. Da annotare, il sorprendente messaggio della dott.ssa Barbara Frale. Voto: 5/10

Franco Cardini
I Templari
Giunti
Inusuale volumetto dal noto medievista, consigliato a chi volesse farsi un'idea di base sulla storia dei Templari. Voto: 7/10

Massimo Centini
I Templari in Piemonte. I luoghi, i personaggi e le vicende dei Cavalieri del Tempio in terra subalpina
Accademia Vis Vitalis
Sostanziale rivisitazione di precedenti lavori dell'autore sulla presenza templare in Piemonte, condotta con la consueta, piacevole narrazione. Voto: 7/10

Massimo Centini
I luoghi dei Templari. Storia e vicissitudini dell'Ordine in Italia
Xenia
Breve e conciso manualetto sulle vicende e gli stanziamenti dei Templari italiani, ben articolato e sufficientemente documentato. Voto: 7/10

Flavia Festuccia
Tracce di architettura templare nel Castello S. Aglo nel Territorio di Aquila
Il Mio Libro – Gruppo Editoriale L'Espresso
Ancora un testo del filone “ipotetico-deduttivo”, che propone, attraverso la rilevazione di alcuni caratteri stilistici e costruttivi, l'individuazione, all'interno del “Castrum Sancti Angeli”, di “un discorso architettonico che discende da una cultura middle europea e islamica, allo stesso tempo importata dai monaci che vi transitavano, vista la presenza di numerose abbazie nel territorio. In particolare si riscontra dai caratteri stilistici una presenza templare e cistercense. Tale presenza ha prodotto un'architettura unica nel suo genere che va restaurata e tutelata”. Pienamente d'accordo sul piano del restauro e della tutela, ribadiamo però che la storia si fa con i documenti, ed anche in questo caso non ve ne sono. Voto: 5/10

Cecilio Fusar Bassini
Zerbo al Po. La magione dei Templari
Edizioni Cardano
Piccolo pamphlet che, a dispetto del titolo, fa solo un brevissimo accenno ad una possibile presenza rosso-crociata, peraltro non supportata da alcuna evidenza documentale. Voto: 5/10

Walter Grandis
Templari: il vero segreto
Editoriale Programma
Seconda edizione del libro curato dal Gran Priore di una delle numerose associazioni neo-templari italiane. Voto: 6/10

Claudio Imperatore / Giancarlo Pavat
Templari ad Alatri
Comune di Alatri – Assessorato alla Cultura
Gradevole volumetto che, col pretesto della solita, immancabile presenza templare (in verità, ancora tutta da chiarire), offre lo spunto per una rapida rassegna delle ricchezze medievali del territorio, corredandola con belle (seppur ridotte) fotografie a colori dei luoghi evidenziati. Voto: 7/10

Maria Grazia Lopardi
Il Graal custodito dai Templari. La Luce del cielo notturno
Arkeios
Ulteriore uscita da una delle più assidue cultrici di mitologia templare, che propone, questa volta, “un percorso sulle molteplici vie della Tradizione”; una Tradizione iniziatica quale “conoscenza appannaggio di popoli e culture diverse”. Peccato, però, che i Templari si riconoscessero esclusivamente nell'ambito della Tradizione cristiano-cattolica. Voto: 4/10

Renzo Manetti
Cavalieri del mistero. Templari e Fedeli d'Amore in Toscana
Le Lettere
E' davvero sorprendente come la locuzione “Fedeli d'Amore”, utilizzata da Dante per rivolgersi indirettamente a personaggi come Guido Cavalcanti, abbia finito, col tempo, per diventare la denominazione di una setta segreta, per giunta affiliata ai Templari. Ciò, non soltanto implica una imperfetta conoscenza del profilo artistico ed intellettuale del Sommo Poeta, ma rappresenta anche un fuorviante e poco riuscito tentativo di attribuire al medesimo non si sa quali occulte macchinazioni. In realtà, furono gli “stilnovisti” a considerare loro stessi una ristretta cerchia di eletti, i cosiddetti “Fedeli d’Amore”, dotati di una superiorità culturale e di una certa raffinatezza spirituale. Della posizione assunta da Dante riguardo alla tragica fine del Tempio sappiamo già tutto e non vi è alcun bisogno di condirla coi soliti, scaduti ingredienti esoterici. Voto: 3/10

Fabio Marcello / Massimo Rassu
La Regle dou Temple. Testo integrale della Regola Francese dei Poveri Cavalieri di Cristo del Tempio di Salomone
Edizioni A.T.S.B. - O.M.R.C.C.
Volume che ripropone, del tutto privo di analisi filologica, il testo in lingua madre della Regola Francese. Un libro del quale, francamente, non capiamo l'utilità. Voto: 5/10

Antonio Masala
All'ombra del Tempio. Notizie, curiosità e misteri sui Cavalieri Templari
Atanor
Ecco un altro libro all'ombra del tempio... massonico. Dopo alcune pagine di introduzione, con le solite banali nozioni sui Templari, si passa a quello che è invece il “cuore” dell'opera, un nutrito ed articolato “vademecum”, un vero e proprio abbecedario di disinformazione sulla storia dell'Ordine. Voto: 2/10

Jacopo Mordenti
Templari in Terrasanta. L'Oltremare del Templare di Tiro
EncycloMedia Publishers
Opera di esordio per questo giovane studioso, cimentatosi, con buon successo, nell'analisi filologica di una delle rare fonti coeve (e dirette) sull'Ordine del Tempio. Testo di non facile e scorrevole lettura, che resta, in ogni caso, un apprezzabile lavoro. Voto: 8/10

Helen Nicholson
I Cavalieri Templari 1120–1312
Editrice Goriziana
Se desiderate acquistare un libro sui Templari, “quelli veri”, quelli che combattevano in Terra Santa, ecco il testo che fa per voi. Traduzione italiana di un fascicolo edito dalla Osprey, corredato da splendide illustrazioni, non può assolutamente mancare nella biblioteca di ogni appassionato. D'altra parte, da una riconosciuta esperta del campo, non ci si poteva aspettare di meglio. Voto: 9/10

Andrea Nicolotti
I Templari e la Sindone. Storia di un falso
Salerno Editrice
In qualità di studiosi, abbiamo seguito, anche con un certo interesse, la rumorosa polemica sorta tra il Nicolotti e la dott.ssa Frale, autrice di alcuni discussi testi sul tema sindonico. Pur considerando evidente l'infortunio occorso a quest'ultima, “inciampata”, per così dire, nelle ineccepibili osservazioni mossele in merito alla corretta lettura del termine “fusteum”, è necessario sottolineare, al contempo, la ridotta esigenza di pubblicare un libro a tale proposito. Voto: 6/10

Gerolamo Patrignani
Castignano e i Templari
Capponi Editore
Riedizione di un omonimo testo, curato diversi anni fa sempre dallo stesso autore, che indaga sulla presenza templare nelle Marche, con particolare riferimento alla località di Castignano. Voto: 6/10

Morena Poltronieri / Ernesto Fazioli
I Luoghi Magici di... Bologna - Volume II. 
I Templari e il mistero del Graal
Hermatena
Difficile recensire un testo in cui i Templari vengono definiti “uno dei movimenti iniziatici più importanti esistente dall'inizio del 1100 fino al 1311 (sic!). Se poi si aggiungono i soliti immancabili riferimenti al Graal, ai Fedeli d'Amore, al Bafometto... Voto: 3/10

Sandro Pravisani
Il segreto di San Teobaldo. Geografia sacra, cavalieri templari e culto del sole
Percorsi nel sacro
Libro non privo di un certo interesse, senza dubbio ampliato dal fatto che recenti studi, condotti su un manoscritto della Regola, confermerebbero il culto di San Teobaldo presso i Templari. Voto: 6/10

Riccardo Vittorio Rossi
La riconquista cristiana della Terra Santa: I Templari
Arte & Informatica
Anche se la copertina in stile "Halloween" ci aveva un po' preoccupati, il volume rivela un apprezzabile lavoro di ricerca, non esente però da errori, anche grossolani, a causa del mancato supporto di riferimenti bibliografici adeguati. Il testo risente, inoltre, dell'evidente influenza di stampo templaristico, dovuta alla formazione culturale dell'autore, uno degli innumerevoli "gran priori" delle innumerevoli organizzazioni neo-templari italiane. Voto: 5/10

Domenico Rotundo
Le segrete origini dell'Ordine del Tempio. Templari e Cavalieri di Rodi in Calabria e nel Lazio – Vol. II
Editrice Frusinate
Come già rilevato in occasione dell'uscita del primo volume, anche questo secondo tomo raccoglie una serie di studi le cui conclusioni risultano, in molti casi, di notevole interesse ed anche di stimolo per ulteriori ricerche ed approfondimenti, mentre, in altri, ci appaiono un po’ indotte e prive di riscontri oggettivi. Impressionante, il supporto iconografico. Voto: 8/10

Pietro Seddio
I Templari
Società Editrice MonteCovello
Ennesimo lavoro del "tuttologo" Pietro Seddio, cimentatosi, questa volta, con la storia dei Templari. Ma la smania di voler raccontare di tutto (e anche di più), può giocare brutti scherzi, specie quando non si è esperti della materia. E' il caso del testo in questione, spesso fuori tema, con riferimenti non dovuti o che esulano completamente dal quadro storico di riferimento. Voto: 5/10

Enzo Valentini
I Templari. I luoghi dell'Ordine del Tempio in Italia
Mattioli 1885
Pregevole volumetto che illustra gli insediamenti occupati dai Templari italiani. Diversamente dalla solita razione di leggende, grazie a questo manuale si potrà visitare ciò che resta delle vestigia dell'Ordine. Dopo un'introduzione storica di tutto rispetto, completano la guida accurate indicazioni per organizzare i viaggi, e suggerimenti su dove dormire, mangiare e informarsi. Voto: 8/10

Stelio W. Venceslai
L'utopia templare
Laris Editrice
Sui Templari si è scritto e detto di tutto, persino che mirassero al sincretismo religioso e all’istituzione di un nuovo sistema socio-politico, oppure, come ha suggerito qualche digiuno prosatore, ad una non ben precisata “promozione umana”. A tutti questi improvvisati e impreparati “filantropi”, varrebbe la pena di ribadire che, se esistette davvero un’utopia templare, essa doveva necessariamente coincidere con il sogno di liberare la Terra Santa; fu esclusivamente questa, l'utopia per la quale i Templari andarono a morire. Voto: 4/10

AA. VV.
Templari, crociate, giudicati e ordini monastico-cavallereschi nella Sardegna medioevale
Arkadia Editore
Interessante compendio di studi e ricerche sulla presenza degli ordini monastici e cavallereschi in Sardegna, sotto il consueto coordinamento di Massimo Rassu. Degno di nota, lo studio sui beni del Tempio passati agli Ospitalieri. Voto: 7/10

AA. VV.
Atti del XXVIII Convegno di Ricerche Templari
Penne e Papiri
Consueta raccolta annuale, con l’insieme degli atti del convegno tenuto dalla LARTI nel 2010. Da non perdere. Voto: 8/10

AA. VV.
Deus Vult – miscellanea di studi sugli Ordini militari – I – 2011
Penne e Papiri
Rivista sugli ordini militari curata da Cristian Guzzo, con un comitato scientifico di grande spessore internazionale, in cui figurano, tra gli altri, Helen Nicholson, Anthony Luttrell e Philippe Josserand. In questo primo numero, anche un articolo di Malcolm Barber. Voto: 8/10

3 dicembre 2011

Omne Datum Optimum


Innocenzo vescovo, servo dei servi di Dio, al diletto figlio Roberto, Maestro dell'Ordine religioso del Tempio che si trova a Gerusalemme, e ai suoi seguaci e fratelli, sia a quelli attuali che quelli futuri.

Ogni regalo buono e ogni bene perfetto viene dall'alto, discendendo dal Padre della Luce, presso il quale non vi è nessun cambiamento e nessuna vicissitudine che possano passare in secondo piano. Con sollecitudine, diletti figli nel Signore, lodiamo Dio onnipotente per voi e per conto vostro, giacché il vostro ordine religioso e la vostra veneranda istituzione è conosciuta in tutto il mondo. Anche se, di natura, eravate figli dell'ira e dediti ai piaceri della vita, ora, per grazia ispiratrice, siete diventati attenti ascoltatori del Vangelo, dopo aver rinunciato alla mondana ostentazione e alla proprietà privata, anzi, avendo abbandonato il largo sentiero che conduce verso la morte, umilmente avete scelto la via che conduce alla vita, e per comprovare l’appartenenza alla milizia di Dio, portate assiduamente sul vostro petto il segno della vivificante croce. A ciò si aggiunga il fatto che voi, proprio come veri Israeliti e abili combattenti nella guerra santa, siete accesi dalla fiamma della carità e date corpo, con le vostre azioni, alla parola del Vangelo che dice: "Nessuno ha amore più grande di chi pone la propria anima al servizio dell’anima dei suoi”, per cui, secondo le parole del grande Pastore, non abbiate paura di porre le vostre anime al servizio dei vostri fratelli e di difenderli dagli attacchi dei pagani. Inoltre, dal momento che siete noti con il nome di Cavalieri del Tempio, siete stati nominati dal Signore difensori della Chiesa Cattolica e aggressori dei nemici di Cristo. Pertanto è lecito che esercitiate, con tutto il cuore e con tutta la mente, la vostra ricerca e la lodevole devozione in un atto sacro. Tuttavia, incoraggiamo la vostra impresa nel Signore e, per la remissione dei vostri peccati, con l'autorità di Dio e di San Pietro, Principe degli Apostoli, esortiamo voi ed i vostri servitori, ad intraprendere la lotta, invocando il nome di Cristo, contro i nemici della croce, per proteggere la Chiesa Cattolica e coloro che stanno sotto la tirannia dei pagani, e salvarli dalla loro sporcizia. Quanto al bottino che conquisterete loro, potete tranquillamente disporne a vostro piacimento e proibiamo che qualcuno possa reclamarne una parte.
Si stabilisce che la casa o il Tempio in cui dimorate, a lode e gloria di Dio e per la difesa dei suoi fedeli, ed anche per la liberazione della Chiesa di Dio, con tutti i beni e possedimenti che risulta legittimamente possedere al momento attuale o acquisiti in futuro, attraverso concessioni dei vescovi, la generosità di re e principi, donazioni di fedeli o in qualsiasi altro modo, con l'aiuto di Dio, possa acquisire, è posto sotto la tutela e la protezione della Sede Apostolica per tutti i tempi a venire. Con il presente decreto stabiliamo inoltre che la vita religiosa che è stata istituita nella vostra casa, ispirata dalla grazia divina, deve essere osservata senza alcuna violazione, ed i fratelli che servono il Signore devono ivi vivere castamente, senza beni personali e, onorando la loro professione con le parole e la morale, sono soggetti e obbedienti in tutto e per tutto al loro Maestro e a coloro che egli comanda. Inoltre, dato che questa casa e la sua santa istituzione si sono meritate questo provvedimento, essa deve essere sempre considerata la principale e a capo di tutte le altre che ne fanno parte. Inoltre, stabiliamo che dopo di te, Roberto, nostro amato figlio nel Signore, o di qualunque tuo successore, non venga accolto in questa casa alcun fratello se non è un militare e persona religiosa, che non abbia interesse per il vostro ordine, né venga eletto da altri se non da tutti i fratelli, o proposto dalla parte migliore e più pura di loro. D’ora in poi a nessun ecclesiastico o laico sia lecito violare o porre limiti all’osservanza della regola e degli statuti approvati dal Maestro assieme agli altri fratelli. Quelle stesse consuetudini che osservate da qualche tempo, e che sono state fissate in forma scritta, non possono essere modificate da alcuno se non dal Maestro, ed in ogni caso con il consenso della migliore parte del capitolo.
Di contro, proibiamo e vietiamo in tutti i modi possibili che nessun ecclesiastico o laico osi esigere dal Maestro, dai fratelli e dalla loro istituzione, qualsiasi fedeltà, omaggio, giuramenti o altre forme di sottomissione spesso utilizzate dai secolari. Allo stesso tempo stabiliamo che, dal momento che la vostra sacra istituzione e la sacra milizia sono state volute dalla divina provvidenza, non è consentito modificare il vostro assetto con il pretesto di una vita più religiosa; perché Dio, che è in realtà immutabile ed eterno, non approva il cuore incostante, ma vuole piuttosto che attuiate il sacro piano che vi siete proposto, in tutto e per tutto.
Quanti sono stati e quanto sono stati grandi gli uomini in abito militare e cinti del potere terreno, che piacquero al Signore, che hanno lasciato perpetua memoria? Quanti sono stati, e quanto sono stati grandi gli uomini, armati per dare battaglia, che nel loro tempo hanno coraggiosamente combattuto per dare testimonianza di Dio e difendere le leggi dei loro padri, consacrando le mani al Signore nel sangue degli infedeli, e dopo il sudore della battaglia hanno ricevuto il premio della la vita eterna? Pertanto, vista la vostra vocazione, fratelli siete, di conseguenza, allo stesso tempo cavalieri e servitori e, come dice l'Apostolo: "Lasciate che ognuno di voi rimanga nella vocazione in cui è stato chiamato". Quindi stabiliamo che non è data alcuna facoltà ai fratelli, una volta che sono stati accolti nel sacro ordine, di ritornare alla vita secolare dopo aver fatto parte del vostro ordine e di averne indossato l’abito religioso. E non è lecito ad alcuno, dopo aver fatto parte della vostra istituzione, rinunciarvi dopo avere assunto la croce del Signore e l’abito della vostra professione, né è consentito trasferirsi in un altro luogo, fosse anche un monastero, con il pretesto di volere praticare una maggiore e nuova vita religiosa se i fratelli o il Maestro non lo hanno consentito o non sono stati consultati, fermo restando che nessun ecclesiastico o laico ha la facoltà di accettarli o di trattenerli.
E poiché i difensori della Chiesa devono vivere ed essere sostenuti con i beni della Chiesa, noi, con ogni mezzo, vietiamo l'esazione delle decime contro la vostra volontà su tutti i beni mobili e immobili e tutto ciò che appartiene alla vostra veneranda casa.
Inoltre, con autorità apostolica, vi confermiamo le decime che potete ricavare dal vostro impegno, con il consiglio ed il consenso dei vescovi dalle mani di chierici e laici, e anche quelle che potete ottenere, consenzienti i vescovi e i loro chierici. E perché nulla manchi alla totale salvezza e alla cura delle vostre anime, e possiate accedere comodamente ai sacramenti della Chiesa santa e ai divini uffici del vostro sacro ordine, allo stesso modo stabiliamo che vi è permesso ricevere preti onesti e chierici che hanno ricevuto l'ordinazione in Dio, secondo quanto di vostra conoscenza, da qualunque parte provengano, sia presso la vostra casa capitana che in quelle da essa dipendenti. A condizione che, se sono del circondario, e ne sia richiesto dai loro vescovi, non tengano un atteggiamento ostile nei confronti di qualsiasi altra istituzione o ordine. Ma se per caso i vescovi non fossero disposti a concederveli, in nessun modo avete il diritto di riceverli e mantenere loro l'autorità della Santa Romana Chiesa. Se, tuttavia, alcuni di loro, dopo aver fatto la professione, si appalesano essere facinorosi nel vostro ordine o in una casa, o semplicemente non utili, siete autorizzati a rimuoverli e dare loro licenza di trasferimento a un diverso ordine in cui desiderano condurre una vita pia, e sostituirli con altri uomini adatti. Questi, tuttavia, devono essere provati all'interno della vostra comunità per un anno, dopo di che, se danno buona prova del loro comportamento, ed essi si sono dimostrati utili per il vostro servizio, poi finalmente possono vivere secondo la regola e obbedendo al loro Maestro, in modo che, come voi, essi possano ricevere lo stesso cibo e vestiti, così come il letto, ad eccezione degli indumenti che l'usura rende inutilizzabili. Ma agli stessi non deve essere concesso di partecipare ai capitoli o gestire le vostre case, a meno che non sia da voi imposto.; essi avranno anche cura delle vostre anime, secondo quanto loro richiederete. Inoltre, non sono soggetti a nessuno al di fuori del vostro Capitolo e tutti devono obbedienza in tutto e a te, Roberto, mio amato figlio nel Signore, e ai tuoi successori, come i loro superiori e prelati.
Oltre a ciò stabiliamo anche di lasciare le ordinazioni dei chierici che fossero ritenuti degni dei sacri ordini ad un vescovo cattolico, se pure lui è cattolico e gode della grazia della Sede Apostolica, il quale, senza dubbio sostenuto dalla nostra autorità, concede ciò che gli è richiesto. Allo stesso tempo vietiamo a questi religiosi di predicare per denaro o per profitto o di mandarli a predicare per la stessa finalità, a meno che il Maestro del Tempio non ritenga che ciò si possa fare, per un determinato periodo, per specifiche finalità.
E chi fra questi viene accettato nella vostra istituzione, deve promettere di restarvi stabilmente, di adeguare le sue abitudini e di lottare per il Signore ogni giorno della sua vita, obbedendo al Maestro del Tempio, dopo aver deposto sull'altare una garanzia scritta di tale promessa. Fatti salvi i diritti episcopali dei vescovi, tanto in materia di decime, quanto per i servizi religiosi e di sepoltura, vi concediamo altresì concedere il permesso di costruire nelle aree collegate al sacro Tempio, dove risiede la vostra comunità, oratori in cui tenere i servizi religiosi e, se uno di voi o della vostra comunità dovesse morire, esservi sepolto. Infatti è disdicevole, e costituisce pericolo per le anime chiare, se i frati dell'ordine si fondono con moltitudini di uomini e una folla di donne, con il pretesto di andare in chiesa. Decretiamo inoltre, con autorità apostolica, che in qualunque posto vi capiti di arrivare, vi sia lecito ricevere i sacramenti della confessione, l’unzione e qualunque altro sacramento ecclesiastico da parte di sacerdoti onesti e cattolici, per timore che qualcosa vi manchi nella partecipazione ai doni spirituali. Perché in realtà siamo tutti uniti in un solo Cristo, e non vi è alcuna distinzione davanti a Dio, sia nella remissione dei peccati e in altri benefici, e ci auguriamo che la benedizione apostolica che vi è stata concessa, sia estesa ai vostri familiari e alle persone che sono al vostro servizio. Pertanto, a nessuno è concesso di arrecare danno al suddetto luogo o di impossessarsi dei suoi possedimenti, di mantenere i beni che gli sono stati tolti, ridotti o sottoposti ad altre vessazioni, ma devono essere tenuti integri per essere usati, in ogni modo possibile, per il bene del vostro ordine e degli altri fedeli di Dio. Pertanto, se qualcuno, conoscendo questo nostro decreto, tenta di agire avventatamente contro di esso e, dopo essere stato ammonito per la seconda volta e la terza, e non adeguatamente corretto la sua colpa, egli perde la dignità e la potestà dell’onore, si troverà accusato di avere commesso ingiustizia davanti al tribunale divino e di essere indegno del santissimo corpo e del sangue di nostro Dio, Signore e Salvatore Gesù Cristo, e anche di essere oggetto di vendetta grave a sentenza definitiva. Invece, coloro che osservano questi precetti, otterranno la benedizione e la grazia di Dio onnipotente e dei beati Apostoli Pietro e Paolo. Amen.

Io, Innocenzo, vescovo della Chiesa Cattolica.
Io, Egidio, vescovo di Tuscolo.
Io, Gregorio, prete cardinale dei SS. Apostoli.
Io, Pietro, prete cardinale di S. Susanna.
Io, Corrado, vescovo della Sabina.
Io, Teodomiro, vescovo di S. Rufina.
Io, Pietro, prete cardinale di S. Marcello.
Io, Alberico, vescovo di Ostia.
Io, Compagno, prete cardinale di S. Eudossia.
Io, Matteo, prete cardinale di S. Eudossia.
Io, Gerardo, prete cardinale di Santa Croce in Gerusalemme.
Io, Anselmo, prete cardinale di S. Lorenzo in Lucina.
Io, Loffredo, prete cardinale di S. Vitale.
Io, Luca, prete cardinale dei SS. Giovanni e Paolo.
Io, Grisogono, prete cardinale di S. Prassede.
Io, Martino, prete cardinale di S. Saba.
Io, Gregorio, prete cardinale di S. Balbina.
Io, Gregorio, diacono cardinale dei SS. Sergio e Bacco.
Io, Adinolfo, diacono cardinale di S. Maria in Cosmedin.
Io, Guido, diacono cardinale dei SS. Cosma e Damiano.
Io, Vassallo, diacono cardinale di S. Eustachio al Tempio di Agrippa.

Dato in Laterano, per mano di Imerico, diacono cardinale e cancelliere della Chiesa Romana, il quarto giorno prima delle calende di aprile, indizione seconda, dell'anno dell'Incarnazione del Signore 1139, decimo anno del pontificato di nostro signore papa Innocenzo II.

5 novembre 2011

I Templari nella "Cronica" di Giovanni Villani

(cliccare per ingrandire)






8 ottobre 2011

San Bernardo e i Templari


Per studiosi e ricercatori, pubblichiamo la lista delle epistole
di San Bernardo che fanno accenno ai Templari

EPISTOLA XXXI.
AD HUGONEM COMITEM CAMPANIAE, MILITEM TEMPLI FACTUM.
Hugoni gratulatur ob susceptam militiam sacram; et beneficiorum memoriam promittit.

EPISTOLA CLXXV.
AD PATRIARCHAM JEROSOLYMORUM.
Praeventus ejus litteris familiariter respondet, et milites Templi commendat.

EPISTOLA CCLXI.
AD DOMINUM PAPAM EUGENIUM.
Abbatem Sancti Urbani, ob susceptum militem Templi censuris subjectum, absolvi petit.

EPISTOLA CCLXXXVIII.
AD ANDREAM AVUNCULUM SUUM, MILITEM TEMPLI.
Infelicem exitum sacrae expeditionis dolet; avunculi adventum optat.

EPISTOLA CCLXXXIX.
AD REGINAM JEROSOLYMORUM.
Instruit eam, quomodo se gerat, ut probae viduae coram Deo, et reginae coram hominibus partes impleat.

EPISTOLA CCCLXXX.
AD SUGERIUM ABBATEM.
De periculoso statu Ecclesiae Orientalis.

EPISTOLA CCCXCII.
AD RADULFUM PATRIARCHAM ANTIOCHENUM.
Humilitatem praecipue ei inculcat.

9 settembre 2011

Finalmente... un libro sui Templari


Helen Nicholson
I CAVALIERI TEMPLARI
Libreria Editrice Goriziana

Questo testo tratta dei Templari e delle motivazioni che li inducevano a entrare nell’Ordine, con particolare interesse per quelli che combatterono in Terra Santa. Utilizzando fonti dell’epoca, il testo illustra in modo efficace la vita quotidiana di questi guerrieri, dalla cerimonia di investitura all’addestramento, all’organizzazione in campo fino alle tattiche di combattimento.

Helen Nicholson è lettrice di storia alla Cardiff University. È autrice di numerosi studi sulla storia degli ordini monastico-militari, sulla Crociate in generale, e sui Templari in particolare. Tra le sue pubblicazioni più note si ricordano: The Knights Templar: A New History (Sutton Publishing, 2001) e Templars, Hospitallers and Teutonic Knights: Images of the Military Orders 1128-1291 (Leicester University Press, 1993).

Wayne Reynolds è nato a Leeds, UK, e ha frequentato la scuola d’arte a Middlesbrough. Lavora come disegnatore professionista sin dal 1991, e produce materiale per case produttrici di giochi, lavorando in particolare sulle figure, i paesaggi, gli interni, e studiando la caratterizzazione del soggetto. Fra i suoi lavori più famosi le illustrazioni di 2000 AD, Sláine e Judge Dredd. Wayne è anche appassionato di modellistica e di ricostruzione di ambienti storici.

18 giugno 2011

Curiosità

Tra le più belle figurine della serie Liebig, trovano sicuramente posto quelle dedicate alla "Storia dei Templari". Sei immagini veramente suggestive e cariche di significato, con un unico appunto per quella di esordio: nel 1118 i Templari non portavano ancora la croce rossa.







20 maggio 2011

Deus Vult


Deus Vult
miscellanea di studi sugli Ordini militari
I - 2011
Edizioni Penne & Papiri

L’idea di pubblicare in Italia una rivista consacrata agli Ordini militari, nacque all’indomani della partecipazione dello scrivente e dell’amico nonché editore e studioso dei Templari Enzo Valentini, alle giornate di studio organizzate - fra il 3 ed il 6 settembre 2009 - dal Cardiff Centre for the Crusades ed aventi quale titolo: The Military Orders. Politics and Power.
Durante il nostro soggiorno presso la capitale gallese, avemmo modo di condividere non solo gli impegni universitari ma anche quelli conviviali con i maggiori specialisti europei che da anni dedicavano le proprie ricerche allo studio degli istituti cavallereschi.
Alcuni di coloro con i quali avemmo occasione di parlare, lamentarono la mancanza di uno spazio editoriale specifico del quale usufruire per la pubblicazione sistematica di saggi dedicati alle vicende degli ordini militari, attesa la prematura chiusura di Sacra Militia, prima rivista in Europa dedicata a tale tematica e nata in Italia grazie agli sforzi di Francesco Tommasi e Franco Cardini.
Tornato in Italia, ebbi modo di condividere le impressioni tratte dalla trasferta britannica con il Valentini il quale, manifestò da subito il proposito di sostenere e finanziare la pubblicazione di una nuova miscellanea intitolata Deus Vult che avrebbe dovuto, negli intenti, riprendere quel lavoro intellettuale e di studio interrotto all’indomani della cessazione di Sacra Militia.
Superate le iniziali difficoltà connesse ad un “inspiegabile” ostracismo operato nei riguardi del nostro progetto da taluni esponenti del milieu accademico nostrano, abbiamo raccolto il favore e l’entusiasmo di importanti esponenti del mondo universitario europeo fra i quali Malcolm Barber, Anthony Luttrell, Philippe Josserand, Carlos Martinez de Ayala ai quali si sono in seguito aggiunti due validi studiosi italiani, Giuseppe Marella e Giovanni Amatuccio. Costoro hanno costituito quello che potremmo definire il ‘nucleo pioniere’ raccoltosi attorno a Deus Vult, alla quale non possiamo fare altro che augurare una lunga e prospera vita editoriale. Ringraziamenti doverosi vadano non solo ai suddetti studiosi, ma anche all’amica Helen Nicholson che ha sostenuto da subito la rivista, accettando di entrare nel comitato scientifico della stessa.

sabato, 26 novembre 2010
festività di San Virgilio

The idea of publishing a new review in Italy dedicated to military orders came to my mind during my stay with my friend - a publisher and expert in the history of the Templars - Enzo Valentini, at the international meeting organized, between 3 and 6 September 2009, by the Cardiff Centre for the Crusades and titled: The Military Orders. Politics and Power.
During our stay at the Welsh town, we had the opportunity of sharing not only university commitments but also friendly ones with European specialists involved in knighthood studies.
Some of those with whom we had the possibility to speak complained about the lack of a specific publishing space for essays dedicated to the military orders, after the premature closure of Sacra Militia, the first review in Europe dedicated to this subject and developed by Francesco Tommasi and Franco Cardini.
After coming back to Italy, I had the chance of discussing the experiences derived from my trip to Britain with Valentini, who immediately expressed the intention to support and finance the publication of a new review entitled Deus Vult, meant to resume the work and the intellectual studies discontinued after the closing down of Sacra Militia.
Having overcome some initial difficulties to our project created by the italian academic milieu, we won the support and enthusiastic approval of some important members of the European academic world, including Malcolm Barber, Anthony Luttrell, Philippe Josserand, Carlos Martinez de Ayala and, later, of two Italians, Giuseppe Marella and Giovanni Amatuccio.
They have established what we might call 'the pioneer core', gathered about Deus Vult, to which we can only wish long and prosperous publishing life.
I would like to thank also my friend Prof. Helen Nicholson, who immediately supported our review, agreeing to join its Scientific Committee.

november 26th 2010, saturday
Saint Virgilius day

Cristian Guzzo

8 aprile 2011

Intervista a Loredana Imperio


Dottoressa Imperio, lei è, insieme alla prof.ssa Bianca Capone, la maggiore esperta italiana di storia templare. Quando e come è nata questa passione?
Negli anni settanta del secolo scorso una maestra delle elementari parlò agli alunni di terza, tra i quali vi era uno dei miei figli, di crociate, pellegrinaggi, Templari e Giovanniti, dato che a pochi chilometri da Villa Vicentina (UD), ove risiedevamo, esisteva l’insediamento giovannita di San Nicolò di Ruda. Da quel momento ho iniziato a leggere tutto ciò che trovavo sulla storia delle Crociate e degli ordini monastico-militari. Poi ho conosciuto il prof. Gaetano Lamattina che mi ha indirizzata allo studio dell’Ordine del Tempio e la prof. Bianca Capone con la quale, ed altri, abbiamo fondato la L.A.R.T.I. per dare il via a studi seri e documentati sull’Ordine del Tempio in Italia.

Quali sono, a suo parere, gli errori più ricorrenti a proposito dei Templari?
Interpretare ogni atto, cerimonia e simboli in chiave esoterica e misteriosa, mentre bisogna esaminare ogni aspetto della vita dei Templari in relazione a quelli che erano i comportamenti degli uomini d’allora e il perché della simbologia. E mi augurerei di non sentire più parlare della cappella di Rosslyn come costruzione templare, quando in realtà è solo una fantasia architettonica del Quattrocento.

Quando non sono errori, in quali casi si può parlare invece di vera e propria mistificazione?
Vera e propria mistificazione in merito all’Ordine del Tempio è voler loro attribuire ricerche del Tempio di Salomone, del Graal, di pietre filosofali, di tesori non meglio specificati, di esperienze alchemiche. Teniamo presente che i Templari vivevano in Terrasanta ed erano costantemente impegnati nei combattimenti con i saraceni, che pochi di essi sapevano leggere e scrivere, infatti un detto medievale recitava: “Rozzo e ignorante come un cavaliere”, mentre i membri dell’Ordine che vivevano in Europa si preoccupavano di produrre ricchezza per mantenere i castelli dell’Ordine e i fratelli impegnati nella guerra nel Regno di Gerusalemme.

Cosa ne pensa di una eventuale prosecuzione dell’Ordine dopo il 1312?
Vi fu sopravvivenza di membri dell’Ordine dopo il 1312. Ma non dell’Ordine. Ad esempio nella precettoria-madre del Rossiglione, il Mas Deu, fino al 1350 vi furono ancora i Templari e l’ultimo vi morì nel 1350, e nel 1344 vi erano ancora Templari a Saragozza. Sappiamo che i Templari di Scozia combatterono per Bruce e lo fecero re e per tale motivo non vi furono processi e persecuzioni in quella nazione. In gran parte dell’Europa, soprattutto quella centrale, i Templari entrarono nell’Ordine di San Giovanni e nei Teutonici. In Portogallo re Dinis fondò un nuovo ordine, l’Ordine del Cristo, e vi inserì tutti i Templari del suo regno e qualcuno di Castiglia e Leon. L’Ordine di Montesa, creato a Valencia con i beni del Tempio della zona, assorbì Templari locali e francesi. Pertanto abbiamo avuto due sole prosecuzioni dell’Ordine del Tempio: l’Ordine del Cristo e quello di Montesa.

Per quale motivo i Templari attirano?
L’attrazione che esercitano i Templari è dovuta in gran parte alla loro tragica fine e all’alone di gloria che nei due secoli di vita ha circondato la Militia Christi.

Chi erano i Templari e come definirli in maniera corretta?
I Templari erano un ordine monastico-cavalleresco, nato in Terrasanta dal desiderio di un gruppo di cavalieri di non tornare più in Europa e di espiare le proprie colpe al servizio della Terrasanta. Come monaci essi pronunciavano i voti di povertà, castità e obbedienza, ma un quarto voto, quello di difesa della fede, del Regno di Gerusalemme e dei pellegrini, ne faceva dei combattenti e dei crociati permanenti. La chiesa li riconobbe ufficialmente come Ordine monastico-militare nel Concilio di Troyes, svoltosi il 13 gennaio 1129 in quella località della Champagne. Esso è l’unico ordine, tra quelli nati in Gerusalemme, ovvero Ordine di San Giovanni, di Santa Maria dei Teutonici e di San Lazzaro, ad essere nato combattente, mentre tutti gli altri sono nati come ospedalieri e solo circa dopo il 1150 si sono trasformati anch’essi, in parte, in combattenti.

Si è molto discusso del noto documento di Chinon. Qual'è, in proposito, la sua opinione?
Circa tre anni or sono, giornali, radio ed altri mezzi di comunicazione di massa hanno dato grande rilievo al “ritrovamento” della pergamena di Chinon che contiene gli interrogatori svoltisi in quel castello regio dei dignitari del Tempio. A differenza di quanto sostenuto da una ricercatrice dell’Archivio Vaticano, che il documento era sconosciuto, si può affermare, documenti alla mano, che ben tre studiosi dei Templari di chiara fama come Dupuy, Lizerand e Lamattina lo segnalarono negli anni 1654, 1923, 1981, dichiarando che esso era presente nell’Archivio Vaticano. In occasione del “supposto ritrovamento” è stato detto che esso è la prova lampante che papa Clemente V assolse i capi dei Templari, presenti a Chinon, dall’accusa di eresia e li reintegrò nel seno della Chiesa e al beneficio dei sacramenti religiosi. Questa affermazione è un falso. Quando il 16 novembre 1309 fra’ Jacques de Molay, Maestro Generale del Tempio, comparve a Parigi davanti alla commissione pontificia, incaricata dal papa di inquisire sui Templari, egli, dopo aver risposto alle loro domande ed aver chiesto per l’ennesima volta un colloquio col papa, “pregò umilmente i commissari e il cancelliere regio affinché ordinassero che egli potesse assistere alla Messa e agli altri uffici religiosi ed avere la sua cappella e i suoi cappellani”. Era passato più di un anno dalla assoluzione (?) di Chinon e il Maestro non aveva potuto, in tutto quel tempo, ricevere i sacramenti, assistere alla messa ed avere accanto i suoi cappellani. Come spiegarlo? Semplicemente col fatto che a Chinon non vi fu nessuna assoluzione e fu, come tutte le azioni del papa e dei cardinali, solo un’illusione per tacitare il Maestro e i suoi dignitari. Anche fra’ Geoffroy de Charny, precettore di Normandia, sebbene “assolto” a Chinon, ancora nel 1310 si lamentava con i commissari pontifici di non ricevere i sacramenti. Tutta la questione Chinon è una grossa montatura. La ricercatrice vaticana afferma pure che il papa mandò i cardinali a Chinon per un interrogatorio segreto. Orbene, dal documento risulta che oltre ai tre cardinali erano presenti quattro notai e altri 5 personaggi ecclesiastici, nonché gli uomini del re, Guillaume de Nogaret, Guillaume de Plaisians e Jean de Janville. Per un interrogatorio segreto 12 persone presenti erano decisamente una folla! E per concludere, anche la morte sul rogo di fra’ Jacques de Molay e di Geoffroy de Charny, morte riservata agli eretici, non si accorda con la supposta assoluzione di Chinon. I Romani, nella loro praticità di vita, in casi come questi si chiedevano “Cui prodest?” A chi giova? Ed anch’io mi sono chiesta qual’era lo scopo di questo finto ritrovamento del documento e l’asserzione di una assoluzione che non è mai esistita.

Molti parlano di una presunta eresia templare, mentre altri si affannano nel voler dimostrare a tutti i costi un'immaginaria “sapienzialità”. Lei cosa ne pensa?
Non vi è mai stata nessuna eresia templare e certi aspetti delle cerimonie dell’Ordine, interpretati come tali, derivavano dall’ignoranza della gran parte dei suoi membri. Tra l’altro vi era una grande differenza tra il tipo di vita e le conoscenze dei frati templari residenti in Terrasanta, Spagna e Portogallo e quella dei monaci nei conventi europei. Tutto il sistema di vita, le preghiere, le cerimonie e i regolamenti venivano decisi in Terrasanta e quindi imposti alle precettorie europee che obbedivano, ma non sempre capivano il perché di certi cerimoniali. Da questo stato di cose sono nate confusioni e fraintendimenti. Quando in Terrasanta, al momento della ricezione nell’Ordine, si diceva al novizio di rinnegare il Profeta e di sputare a terra alla presenza della Croce, lo si faceva per fargli capire che lui doveva rifiutare Maometto, il Profeta dei musulmani e come rafforzativo di tale negazione si aggiungeva lo sputo a terra in segno di disprezzo, e alla presenza della croce quale garanzia del giuramento. Tale prassi, naturalmente, era d’obbligo anche in Occidente dove pochissimi ne conoscevano il significato e gli altri, spesso incuriositi, ne chiedevano il significato ai superiori che, ignoranti anche loro, si trinceravano dietro alla solita frase: “Obbedisci, è un precetto dell’Ordine”. E così avveniva anche per altri aspetti di vita nel Tempio.
Ho letto la parola “sapienzialità” attribuita ai Templari in contesti alquanto vari e discutibili. Se diamo al vocabolo il suo valore culturale possiamo dire che essa non esisteva tra i Templari, ove la maggior parte di essi, tranne i preti e due o tre cavalieri, si dichiararono “illetterati” e quasi tutti non capivano nemmeno la lingua della chiesa: il latino.

E della possibilità che la Sindone fosse in mano ai Templari?
Il problema del passaggio della Sindone, almeno per un certo periodo, in mani templari mi ha sempre incuriosito ed ho seguito alcuni aspetti di tale ricerca. È significativo il punto di partenza: chi ne entrò in possesso a Costantinopoli, dopo la IV Crociata, fu Othon de la Roche, un nobile borgognone partito con la schiera di Guillaume de Champlitte. Egli divenne duca di Atene e Tebe e rientrò in patria nel 1225. È probabile che, dato il grande valore della reliquia, egli abbia fatto custodire la Sindone ai Templari, nel cui Ordine si trovava il suo parente Amaury de la Roche. È possibile che durante la detenzione dei membri dell’Ordine il telo sia stato affidato alla famiglia dei de Charny che, in seguito, dopo molte vicissitudini, la vendettero simulando una donazione al conte di Savoia. Purtroppo certezze non ve ne sono, ma troppe sono le coincidenze che legano il Sudario di Cristo all’Ordine del Tempio, per cui non mi sento di escludere che per un certo tempo esso sia stato custodito dai cavalieri del Tempio. Sono convinta che esso fu tenuto segreto dai Templari, soprattutto per tenerlo celato ai re francesi che fecero sempre incetta di importanti reliquie della passione di Cristo.

Sembra che ognuno possa dire la sua sui Templari, anche se, nella maggior parte dei casi, basterebbe leggere certi riferimenti bibliografici per misurare la “consistenza” di chi parla. Che dire di tutti questi “esperti”, che spuntano ormai ovunque?
È facile farsi credere esperti di Templari scopiazzando a destra e a manca sui tantissimi libri che parlano dell’Ordine del Tempio, tra l’altro senza citare gli studi e i testi di quanti si occupano di tale materia in maniera seria ed approfondita. Il motivo per il quale assistiamo al proliferare di tutti questi “esperti” è presto detto, perché l’argomento Templari attira e fa cassetta. Se qualcuno fa intervenire delle persone a trasmissioni televisive sui “Templari” non chiama mai studiosi seri e che si occupano con competenza e da anni di questo argomento, bensì persone che non solo non conoscono la storia dei Templari, ma nemmeno quella del Medioevo, e per capire la personalità degli uomini del Tempio bisogna avere una conoscenza approfondita del Medioevo. Sarebbe ora che gli studiosi si rendessero conto che la storia degli ordini monastico-militari è una branca specialistica della storia medievale.

Può darci un parere sull'attuale situazione degli studi sul Tempio in Italia?
Attualmente chi si occupa di studi seri sull’Ordine del Tempio è la L.A.R.T.I. (Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani), che opera in Italia da ben 28 anni. Vi sono anche alcune Università del sud Italia che, pubblicando studi sull’Ordine di San Giovanni, di conseguenza scrivono anche di Templari. Purtroppo l’Italia ha moltissimi archivi e parecchi di essi non sono di facile consultazione e ciò rende problematica la ricerca.

Per concludere, sembrano non ancora del tutto rassegnati i sostenitori della presunta “italianità” di Hugues de Payns. Possibile che costoro non riescano ad accettare la realtà dei fatti?
Se dopo aver dimostrato, documenti alla mano, che l’italianità di Hugues de Payns è un falso, i sostenitori di questa tesi continuano ancora ad insistere, danno dimostrazione di non conoscere le basi più elementari della ricerca storica. Abbiamo già un’infinità di personaggi illustri nella splendida Italia, sia al Sud che al Nord. Cerchiamo di essere un po’ generosi, qualche volta, con le altre nazioni lasciando alla Francia fra’ Hugues de Payns, tenendo conto dell’evidenza dei documenti.