17 ottobre 2009

Intervista al Cav. Luciano Fortunato Sciandra


Egregio Cavaliere, lei è conosciuto come uno dei maggiori esperti italiani di templarismo. Da quanti anni si occupa di questa materia?
Sono ormai trascorsi oltre 33 anni, da quando lessi il primo libro sui Templari, "Il rogo dei Templari" di Georges Bordonove. Appunto da allora ho iniziato le mie ricerche, documentandomi sempre più, andando a visitare "de visu" siti e resti di ciò che è arrivato a noi da quei tempi di alta spiritualità, gloriosi ed irripetibili, e consultando numerosi testi, italiani e non, in biblioteche ed in archivi di istituzioni pubbliche e private.

A suo parere, quali sono gli storici più accreditati ed attendibili da indicare a chi volesse avvicinarsi a tale argomento?
Oltre a Georges Bordonove, appena citato, Laurent Dailliez e soprattutto Alain Demurger. Non trascurerei il Cibrario, Gaetano Lamattina e la monumentale opera sui processi di Jules Michelet.

Quali testi consiglierebbe?
Per una rapida e corretta conoscenza, "I Templari" di Laurent Dailliez, "La tragedia dei Templari" di Georges Bordonove e "Vita e morte dell’Ordine dei Templari" di Alain Demurger.

Quali sono gli errori più ricorrenti a proposito dei Templari?
- sincretismo religioso, ignorando che essi combattevano militarmente i nemici di Cristo;
- precursori della massoneria, dimenticando il loro cattolicesimo integrale;
- adoratori di idoli o del cosiddetto "baphometto", l'essere androgino, condensato di conoscenza occidentale e orientale pre-cristica, che è soltanto un'invenzione del rinascimento;
- ideatori di un nuovo sistema di vita politico-sociale, economico-finanziario ed anche religioso, ignorando che essi erano frati (oratores), ma soprattutto cavalieri (bellatores) di Cristo e per questo combattevano, senza concedere quartiere ai Suoi nemici. Ed in Suo Nome morivano, ricevendo il meritato riposo per aver combattuto la buona battaglia;
- sopravvivenza dell’Ordine del Tempio dopo la sua soppressione del 1312, dimenticando che da buoni cristiani e ferventi cattolici ubbidirono all’ordine imperativo del Vicario di Cristo, a cui avevano giurato "fidelitas et oboedientia iusque ad mortem", entrando così in altri ordini o tornando semplicemente alla vita laica;
- depositari della "sapienzalità templare", un concentrato di gnosticismo, catarismo, filosofie orientali ed altre assurdità simili.

Pensa che tali errori derivino da una scarsa conoscenza della materia o c’è dell’altro?
Credo che siano valide entrambe le ipotesi. Sia perchè alcuni scrittori, senza documentarsi sull’attività reale dei cavalieri, si sono ispirati a teorie formulate nel rinascimento, durante l’illuminismo o all’epoca della nascita del positivismo, del relativismo e del modernismo. Sia perchè, altri, hanno cavalcato la teoria della cosiddetta "vendetta dei Templari" contro la Corona e la Tiara, esaltando, in modo predeterminato, la teoria del complotto votato, in temi prettamente demagogici, alla formazione "dell’Uomo Nuovo" in un "Nuovo Ordine Mondiale".

Qual è la situazione "italiana" riguardante gli studi sul Tempio?
Ricercatori e studiosi seri, sia accademici che autodidatti sono pochissimi. Possiamo citare Franco Cardini, Barbara Frale, Simonetta Cerrini, Fulvio Bramato. Poi ci sono gli associati della LARTI, la Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani. Tra questi, ricordo con particolare piacere Bianca Capone, Enzo Valentini e Loredana Imperio. Gli scrittori che invece si cimentano senza preparazione e senza aver effettuato ricerca seria sono innumerevoli. In questa categoria ci sono i "romanzisti" che, inneggiando al "mistero" dei Templari e al loro "tesoro", suggeriscono teorie tra le più strampalate. Poi ci sono i cosiddetti "ricercatori di tracce templari", che le vedono e le trovano anche dove i cavalieri non sono mai passati, interpretando graffiti, disegni, sculture e manufatti, accostandoli a simbologie esoteriche che non erano appannaggio dei cavalieri templari.

La domanda che molti si pongono è quella su una eventuale prosecuzione dell’ordine dopo il 1312. Lei cosa ne pensa?
Da quella data ci sono stati alcuni personaggi (religiosi e non, ma sempre esclusivamente cattolici) che, ispirandosi al modello di vita dei cavalieri templari, hanno istituito organizzazioni simili con nome diverso. Andando a ritroso nella storia, si noterà che ogni volta che la Chiesa di Cristo aveva bisogno di "frati-combattenti" essi apparivano, dimostrando che, in estrema riservatezza, esistevano ed operavano "a maggior gloria di Dio".

In "due parole", chi erano i Templari?
Erano uomini che avevano rinunciato agli agi del mondo, vivendo esclusivamente in funzione della morte terrena per la vita eterna, avendo giurato fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo ed al Suo Vicario in terra, il Sommo Pontefice. Essi non potevano essere altro che cristiani cattolici, in quanto appartenenti alla vera Chiesa di Cristo, che è quella Romana e quindi Latina. Basta leggere il famosissimo "Ego Promitto…", uno dei pochissimi documenti veramente autentici che sono sopravvissuti ai roghi e alle distruzioni, per capire chi erano i Templari.

Esistono dei santi templari?
Esistono molti eroi templari.

Cosa ne pensa della dichiarazione di Barbara Frale a proposito della Sindone, probabilmente detenuta dai Templari?
Alla dottoressa Frale va il riconoscimento per le sue ricerche e puntualizzazioni storiche. La Santa Sindone è stata certamente portata in occidente dai Templari, per il semplice motivo che essi erano "Commilitones Christi" e quindi avevano il diritto di possederla, in quanto difensori della Terra Santa e delle reliquie di Nostro Signore, in nome e per conto di Santa Romana Chiesa. Va altresì evidenziato che erano i più grandi esperti di reliquie dell’epoca.

E del famoso documento di Chinon?
Alla Frale il merito per il suo grande lavoro ma, direi, tanto rumore per nulla. Difatti, i soliti incompetenti hanno subito inneggiato alla scoperta (sic!) di un "perdono" papale, senza però documentarsi. Il documento di Chinon, già conosciuto dagli addetti ai lavori, in quanto reso pubblico negli anni '20 del secolo scorso, è sì un atto di perdono, ma solo dopo il sacramento della Confessione. La Chiesa perdona ma il delitto è punito comunque, qualora vi sia. Ma qui si apre però un'altra discussione.

Abbiamo sentito parlare di questa sua nuova iniziativa. Cosa può dirci del CREST e soprattutto quali sono gli obiettivi?
CREST è l’acronimo di CENTRO RICERCHE E STUDI della TRADIZIONE. Questa organizzazione ha l’obiettivo di effettuare ricerche su tutta la Tradizione, per consolidarne i valori e tramandarli alle generazioni future.