30 dicembre 2008

I libri del 2008



I Templari. Una cronaca
Maura Ancora, Lucia Solitro (Marea)
Un libro essenzialmente divulgativo ma che tratta diversi aspetti, senza peraltro approfondirli. Voto: 6/10

Pietro da Bologna. Il difensore dei Templari
Giampiero Bagni (Bononia University Press)
Un testo interessante e davvero apprezzabile, che cerca di far luce su un personaggio tra i meno indagati del tempestoso epilogo della vicenda templare. Voto: 7/10

I Templari in Piemonte. Luoghi, segreti, leggende tra storia e mito
Massimo Centini (Macchione Editore)
In sostanza, niente di nuovo rispetto ai precedenti lavori dell’autore. Voto: 6/10

La rivoluzione dei Templari. Una storia perduta del dodicesimo secolo
Simonetta Cerrini (Mondadori)
Ci si aspettava di più da questa brava studiosa. Pur apprezzando il notevole contributo documentale, non si può non cogliere nelle conclusioni delle stonate forzature. Voto: 6/10

I Templari
Marilyn Hopkins (Logos)
Una summa delle più inverosimili congetture sull’Ordine. Si salvano solo le illustrazioni. Voto: 5/10

I Templari e il colle magico di Celestino
M. Grazia Lopardi (Barbera)
Più che altro una riedizione di un precedente lavoro con analogo titolo. Affascinante ma eccessivamente esoterico. Voto: 6/10

La maledizione del templare. «Dio vendicherà la nostra morte»
Evelyn Lord (San Paolo Edizioni)
Un libro dignitoso ma a carattere sostanzialmente divulgativo e affatto distante dai soliti argomenti di “contorno” alla vicenda templare. Voto: 6/10

Dossier Templari & Graal
Luigi Manglaviti (Rainkids)
Sicuramente degna di nota questa nuova fatica di Luigi Manglaviti, cui vanno fatti i complimenti per la chiarezza espositiva e le ineccepibili argomentazioni. Senza dubbio, da prescrivere ai malati sognatori di favolette. La sorpresa dell’anno. Voto: 8/10

L'eresia templare
Sabina Marineo (Venexia)
Un tripudio di mitologia e assurdità. Conoscendo la bravura dell’autrice, davvero incomprensibile ed inaspettato. Voto: 4/10

I Templari cavalieri del Tempio. Storie, tradizione e misteri
Renato Nenci (Thesan & Turan)
Un altro testo infarcito dei soliti luoghi comuni e, contrariamente al precedente apprezzabile lavoro dell’autore, non esente da errori grossolani. Voto: 4/10

Templari a Cagliari. L'origine templare dei culti di Sant'Efisio e di Nostra Signora di Bonaria
Gianfranco Pirodda (Condaghes)
Volume assai ponderoso ed anche molto promettente nel titolo. Peccato che, a detta di diversi esperti, di Templari a Cagliari non ve ne fosse l’ombra. Discussione rimandata. Voto: 6/10

I pentacoli magici di Francia. L'ultimo segreto dei Templari 
Raffaele Taddia (UNI Service)
Ancora un testo che chiama in causa i Templari senza alcuna ragione. Si tratta, infatti, di un breve scritto incentrato sulla consunta vicenda di Rennes-le-Chateau. Siamo esausti. Voto: 4/10

I Templari a Civitavecchia e nel territorio fra Tarquinia e Cerveteri
Enzo Valentini (Penne & Papiri)
La migliore uscita del 2008, per uno dei più accreditati esperti italiani di storia templare. Un libro serio, che rivela una sana passione per la materia, pregevole sia per le ricerche condotte in archivi e siti che per la documentazione fornita a supporto. E’ così che si scrive di storia. Una vera lezione. Voto: 9/10

I primi dieci convegni della LARTI.
Vol. 1: Atti del 1°, 2°, 3° Convegno di ricerche templari
AA.VV. (Edizioni Federico Capone)


I primi dieci convegni della LARTI.
Vol. 2: Atti del 4° e 5° Convegno di ricerche templari
AA.VV. (Edizioni Federico Capone)
Per chi non ha avuto modo di reperire le prime 10 raccolte degli atti, ecco un’opera “meritoria” delle Edizioni Capone. Da avere. Voto: 7/10

Atti del XXV Convegno di ricerche templari
AA.VV. (Penne & Papiri)
Raccolta delle relazioni presentate al convegno annuale. Interessante, come sempre. Voto: 8/10

I Templari nell'Italia centro-meridionale
AA.VV. (Penne & Papiri)
I quattro autori, Nadia Bagnarini, Cristian Guzzo, Giuseppe Maddalena Capiferro ed Enzo Valentini, affrontano, ciascuno per la propria parte, le evidenze storico-architettoniche riferite all’Ordine templare nell’Italia centro meridionale. Voto: 8/10

Milites Templi. Il patrimonio monumentale e artistico dei Templari in Europa
AA.VV. (Volumnia)
Annunciato da lungo tempo, ha finalmente visto la luce questo consistente volume dedicato agli atti del convegno “Milites Templi”, tenuto il 6 e 7 maggio 2005 a Perugia. Curato nei testi e ricco di belle illustrazioni, non può mancare in bibliografia. Voto: 9/10


8 dicembre 2008

Santa Maria del Tempio, Stella Maris



Narrare dei Templari senza accennare alla speciale venerazione riservata alla Beata Sempre Vergine Maria, non renderebbe completa giustizia alla profonda spiritualità di questi uomini.

E’ grazie a San Bernardo se la devozione alla Vergine Santa potrà mettere solide radici nell’Ordine del Tempio, conseguenza del convincimento che la Madre del Signore avesse già manifestato, in modo prodigioso, una speciale predilezione per i monaci cistercensi. Tutte le testimonianze confermano come il culto mariano fosse in grande onore presso i Templari, tanto da far ribadire, a più riprese, che: “Nostra Signora è stata l’inizio del nostro Ordine, e in Lei e in Suo onore sarà, a Dio piacendo, la fine dell’Ordine e della nostra vita, quando Dio vorrà che ciò accada”.
Quasi tutte le loro cappelle verranno consacrate a Santa Maria, a dimostrazione di questa particolare devozione.

San Bernardo insiste molto sul ruolo di mediatrice avuto dalla Madonna, l’Avvocata capace di intercedere per noi presso il Signore, la Madre della Misericordia che esercita la mediazione perfetta. Se è la Vergine la via per la quale il Salvatore scese a noi, noi dobbiamo salire a Lui per mezzo di Maria.
Egli ci invita quindi a un fiducioso abbandono nella gloriosa Signora e in un ricorso costante alla Sua mediazione: “Dio ha voluto che nulla riceviamo, che non passi prima attraverso le mani di Maria”.
Secondo Bernardo, la vita del cristiano si svolge all’ombra della materna presenza di Maria: essa è irradiazione dell’amore di Cristo per noi.

Chiunque tu sia, se ti vedi portato alla deriva in questo mare del mondo, se ti sembra di navigare fra uragani e tempeste piuttosto che di camminare su terra ferma, se non vuoi essere travolto dalle procelle, non distogliere lo sguardo dallo splendore di questa Stella! Non andrai mai fuori strada, se tu La segui; non ti perderai mai, se tu La preghi; non farai mai passi falsi, se pensi a Lei. Se Essa ti tiene per mano, non cadrai; se Essa ti difende, non avrai nulla da temere; se Essa ti guida, non ti affaticherai mai. Con la Sua protezione giungerai felicemente al porto”.

RESPICE STELLAM, VOCA MARIAM !


29 novembre 2008

Forzature



Nella scorsa estate, ha visto la luce la versione italiana del libro “La rivoluzione dei Templari”, di Simonetta Cerrini. La valente storica ricostruisce l'ideale che animò la prima comunità templare, attraverso gli indizi storici, filologici e testuali rintracciabili nei nove manoscritti superstiti della Regola del Tempio, cui va ad aggiungersi una lettera di esortazione, scritta dal fondatore Ugo di Payns, fino a ieri erroneamente imputata ad Ugo di San Vittore.

La studiosa attribuisce ai Templari una certa autonomia spirituale, della quale godettero ampiamente e che utilizzarono per diffondere il cristianesimo in lingua volgare o confrontarsi con altre esperienze religiose, come l’Islam e la Chiesa d’Oriente. Secondo la Cerrini, essi furono gli unici fra tutti i cristiani d'Europa a diventare interlocutori privilegiati dei musulmani, prova ne sia l'amicizia che legò i primi cavalieri all'emiro Osama.

L’aneddoto dell'emiro che prega in al-Aqsa è spesso citato in appoggio al tema, peraltro datato, di una presunta amicizia tra Templari e musulmani. E' necessario però rimarcare come l’episodio in questione non possa, in alcun modo, essere assunto a sostegno di una tale tesi, per il semplice fatto che i Templari, nell’occasione, non fecero altro che difendere l'uomo in preghiera, osservando così i doveri dell'ospitalità.

Ciò che accadde in seguito sconfessa pure, in maniera inconfutabile, ogni altra ipotesi di dialogo e convivenza. Un esempio?
Quando Saladino ebbe riconquistata Gerusalemme, adoperò la massima cura nella bonifica della Città Santa ma riservò un'attenzione quasi maniacale alla purificazione della moschea di al-Aqsa. Secondo quanto evidenziato dallo studioso e scrittore inglese Edward Burman (cfr. I Templari, Ed. Convivio Nardini) e come riportato dagli stessi storici arabi dell’epoca, i rispettosi Templari avevano ricavato dal «mihrab», la nicchia che indica la direzione della Mecca, una latrina.

Senza voler, per questo, far passare i Cavalieri del Tempio per insulsi fondamentalisti e guerrafondai, ci piace menzionare quanto acutamente sottolineato da Marco Meschini nell’articolo “Il giallo della lettera ritrovata”, apparso sul quotidiano “Il Giornale” nell’edizione del 30/06/2008.

"Credo meno, invece, alla speranza confessata dalla Cerrini e da altri (penso all’amico comune Franco Cardini) di una «via del dialogo e della convivenza», dati i rapporti instaurati dai templari con i musulmani nel XII secolo. Che si conoscessero è ovvio, visto che lottavano entrambi sulla e per la medesima terra. Si stimavano anche, è vero, ma solo in parte, perché la stima derivò da un duraturo rapporto fatto anche di aspre battaglie; e come non stimare un nemico che sa resisterti? Ma il «dialogo» di Ugo e degli altri templari parlava parole alquanto nette: i musulmani sono «nemici della pace», «fanno danni o vogliono farli». Non odiamoli, quindi. Ma contrastiamoli. Conviviamo anche, se necessario. Ma pronti a bloccarli."

21 novembre 2008

Tanto rumore per nulla: la pergamena di Chinon



Come tutti sanno, il 25 ottobre 2007 si è tenuta in Vaticano la presentazione di “Processus Contra Templarios”, celebrata opera editoriale frutto della collaborazione tra l’Archivio Segreto Vaticano e la casa editrice Scrinium. Inedita ed esclusiva edizione degli atti integrali del processo pontificio ai Cavalieri del Tempio, essa include pure l’ormai famosissima pergamena di Chinon, ovvero l'atto di assoluzione concessa dai cardinali plenipotenziari del Papa Clemente V ad alcuni dignitari templari, tra cui il Maestro Jacques de Molay.
L’avvenimento, seguito all’epoca da quasi tutti i giornali e le televisioni mondiali, venne immediatamente accolto ed interpretato quale immaginaria (quanto inesistente) riabilitazione dell’ordine templare.

La scriteriata teoria, messa in campo dai soliti incompetenti in materia, trova, per così dire, il suo “punto di forza” nel documento citato, proprio perché contenente l'assoluzione accordata allo stato maggiore dell'Ordine. Peccato, però, che a questi impreparati dilettanti permangano del tutto ignote le più elementari nozioni di Religione. Diversamente, avrebbero senz’altro distinto l’assoluzione religiosa, che è la sostanziale remissione (previa adeguata confessione) dei peccati commessi, dall’assoluzione giuridica, che consiste invece nel riconoscimento formale dell'acclarata estraneità ai fatti contestati.
Ma è molto probabile che il documento in questione lor signori non l’abbiano nemmeno letto, essendo attinente, in maniera inequivocabile, soltanto al primo dei due aspetti.


In nome di Dio amen. Noi per misericordia divina cardinali preti Berengario del titolo dei Santi Nereo e Achilleo, e Stefano del titolo di San Ciriaco in Termis, e Landolfo, cardinale diacono del titolo di Sant’Angelo, rendiamo noto a chiunque visionerà il presente e pubblico documento quanto segue: dopo che, recentemente, il Santissimo Padre e nostro signore Clemente, per Divina Provvidenza Sommo Pontefice della sacrosanta e universale Chiesa di Roma, a causa di quanto riportato dalla pubblica voce e dalla accesa denuncia dell’illustre re dei Franchi, e di prelati, duchi, conti, baroni e altri nobili e non nobili del medesimo regno di Francia fece istruire un’indagine contro alcuni frati, preti, cavalieri, precettori e sergenti dell’Ordine della Milizia del Tempio relativa a quei fatti che riguardano tanto i frati dell’ordine quanto la fede cattolica e lo stato dell’ordine medesimo, e per i quali fatti essi sono stati pubblicamente diffamati, lo stesso Pontefice, volendo e intendendo conoscere la pura, piena e integra verità sugli alti dignitari del detto ordine, cioè il frate Jacques de Molay, gran Maestro di tutto l’ordine dei Templari, e i frati Raymbaud de Caron, precettore d’Oltremare, e i precettori delle magioni templari Hugues de Pérraud in Francia, Geoffroy de Gonneville in Aquitania e Poitou, Geoffroy de Charny in Normandia, ordinò e incaricò noi, con mandato speciale ed impartito espressamente dall’oracolo della sua viva voce, affinchè, accompagnati da notai pubblici e testimoni degni di fede, ricercassimo con attenzione la verità nei confronti del gran Maestro e degli altri precettori sopra nominati interrogandoli rigorosamente uno ad uno.


Noi dunque, conformemente all’ordine e all’incarico che ci sono stati impartiti dal predetto nostro signore e Sommo Pontefice, abbiamo indagato sui menzionati gran Maestro e precettori, interrogando attentamente i medesimi sui fatti sopra esposti e, come segue qui appresso, abbiamo fatto scrivere dai notai che si sono segnati in calce, e in presenza dei testimoni sottoscritti, le cose dette dai medesimi templari e le loro confessioni, ordinando altresì che queste venissero redatte in pubblica forma e che fossero rese ancora più valide dalla garanzia dei nostri sigilli.


Nell’anno millesimo trecentesimo ottavo dalla nascita del Signore, nella sesta indizione, il giorno diciassettesimo del mese di agosto e nell’anno terzo del pontificato di nostro signore papa Clemente V, nel castello di Chinon, diocesi di Tours, il frate Raymbaud de Caron, cavaliere e precettore d’Oltremare dell’ordine dei Templari.....

.....E infine lo stesso frate Raymbaud, inginocchiatosi e giunte le mani chiese dinanzi a noi il perdono e la misericordia per i fatti rivelati; e poiché era lo stesso frate Raymbaud a chiedere queste cose, abiurò nelle nostre mani la ora rivelata e ogni altra eresia e, per la seconda volta, toccando il libro, giurò sui santi Vangeli di Dio che egli stesso avrebbe obbedito ai precetti della Chiesa e avrebbe tenuto, creduto e osservato la fede cattolica che la Santa Romana Chiesa tiene, osserva, predica e insegna e ordina che sia osservata dagli altri, e che sarebbe vissuto e morto da fedele cristiano. Dopo tale giuramento noi cardinali, in virtù dell’autorità specialmente concessaci dal papa in questo luogo, abbiamo impartito allo stesso frate Raymbaud, che umilmente la chiedeva, il beneficio dell’assoluzione dalla sentenza di scomunica nella quale, per le cose prima rivelate, era incorso, riammettendolo nell’unità della Chiesa e restituendolo alla comunione dei fedeli e ai sacramenti ecclesiastici.


Allo stesso modo, lo stesso giorno, nel modo e nella forma predetti, costituitosi di persona, in presenza di noi e degli stessi notai e testimoni, il frate Geoffroy de Charny, cavaliere, precettore delle magioni del Tempio in tutta la Normandia.....

.....Dopo ciò noi cardinali, secondo le modalità e le forme sopra scritte, ritenemmo che al medesimo frate Geoffroy, che nelle nostre mani abiurava quella appena rivelata e ogni altra eresia, e che giurava sui santi Vangeli di Dio richiedendo umilmente anche il beneficio dell’assoluzione per questi fatti, fosse da impartire il beneficio dell’assoluzione secondo le forme della Chiesa, riaccogliendolo nell’unità della Chiesa e restituendolo alla comunione dei fedeli e ai sacramenti ecclesiastici.


Allo stesso modo, lo stesso giorno, costituitosi di persona, in presenza di noi, dei notai e dei testimoni sottoscritti il frate Geoffroy de Gonneville.....

.....Dopo ciò noi cardinali, secondo le modalità e le forme sopra scritte, ritenemmo che al medesimo frate Geoffroy de Gonneville, che nelle nostre mani abiurava la ora rivelata e ogni altra eresia e che giurava sui santi Vangeli di Dio richiedendo umilmente anche il beneficio dell’assoluzione per questi fatti, fosse da impartire il beneficio dell’assoluzione secondo le forme della Chiesa, riaccogliendo egli stesso nell’unità della Chiesa e restituendolo alla comunione dei fedeli e ai sacramenti ecclesiastici.


Allo stesso modo, il giorno diciannove del corrente mese, costituitosi personalmente in presenza di noi e dei medesimi notai e testimoni Hugues de Pérraud, cavaliere, precettore delle magioni del Tempio in Francia.....

.....Dopo ciò noi cardinali, secondo le modalità e le forme sopra scritte, ritenemmo che al medesimo frate Hugues, che nelle nostre mani abiurava la ora rivelata e ogni altra eresia e che giurava sui santi Vangeli di Dio richiedendo umilmente anche il beneficio dell’assoluzione per questi fatti, fosse da impartire il beneficio dell’assoluzione secondo le forme della Chiesa, riaccogliendo egli stesso nell’unità della Chiesa e restituendolo alla comunione dei fedeli e ai sacramenti ecclesiastici.


Allo stesso modo, il venti del corrente mese, in presenza di noi e dei medesimi notai e testimoni, costituitosi di persona il frate Jacques de Molay, cavaliere e gran Maestro dell’Ordine del Tempio.....

.....Dopo ciò noi cardinali, secondo le modalità e le forme sopra scritte, ritenemmo che al medesimo frate Jacques, gran Maestro dell’ordine, che nelle nostre mani abiurava la ora rivelata e ogni altra eresia e che giurava sui santi Vangeli di Dio richiedendo umilmente anche il beneficio dell’assoluzione per questi fatti, fosse da impartire il beneficio dell’assoluzione secondo le forme della Chiesa, riaccogliendo egli stesso nell’unità della Chiesa e restituendolo alla comunione dei fedeli e ai sacramenti ecclesiastici.


Dalla lettura di questi stralci risulta evidente che tale assoluzione arrivò soltanto dopo la confessione di una serie di colpe e l'invocazione del perdono papale, seguite dal rinnovato voto di sottomissione alla Chiesa di Roma.
Quanto alla veridicità delle accuse mosse all’Ordine, in generale, e ad alcuni dei suoi esponenti, in particolare, è necessario rimandare la questione ad una più appropriata e distinta analisi. Noi siamo fermamente convinti che, nonostante l’indiscutibile presenza di alcune “mele marce”, l’Ordine fosse sostanzialmente sano.
Ma questa, come detto, è un’altra storia...

8 novembre 2008

I Templari secondo San Bernardo



Nel "De laude novae militiae", scritto tra gli anni 1132-1135, San Bernardo delinea la missione e lo spirito della nuova cavalleria, rappresentata dai Templari. Secondo l'abate di Chiaravalle, sarebbe meglio utilizzare sistemi diversi dalla spada onde evitare lo spargimento di sangue degli infedeli ma essi, purtroppo, minacciano la cristianità ed è quindi necessario impedire che la minaccia si traduca in realtà.


...I pagani non devono essere uccisi, se esiste un qualche altro modo in cui possa essere impedita la loro eccessiva aggressività e l'oppressione dei fedeli.

...Chi uccide un malfattore non è omicida ma malicida e vindice di Cristo contro coloro che compiono il male e sarà considerato difensore dei cristiani.


La Terrasanta è il luogo dove è nato il cristianesimo, dove Gesù ha predicato ed ha sofferto, per questo è inaccettabile lasciarla in mano agli infedeli. La guerra non è quindi una guerra di conquista, bensì una guerra di difesa dei Luoghi Santi. Ma chi può combattere per la difesa di essi? Non i cavalieri secolari, avidi di beni e di ricchezze materiali. I veri combattenti sono i Cavalieri del Tempio, animati dalla fede, privi di ogni interesse mondano. Poichè il mestiere delle armi non è stato proibito dal cristianesimo, i Templari sono quindi lecitamente religiosi e cavalieri di Cristo.


...Se usare la spada non fosse costume cristiano, per quale motivo l'araldo del Salvatore disse “chi mai sarebbe contento di fare il servizio militare a proprie spese”, e non piuttosto proibì ogni tipo di milizia?

...Se saranno beati coloro che muoiono nel Signore, non lo saranno molto di più coloro che moriranno per il Signore?

...Procedete quindi sicuri, soldati, e con animo intrepido colpite i nemici della croce di Cristo, certi che né la morte, né la vita vi possono separare dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, che sarà con voi in ogni pericolo mentre ripeterete: Sia che viviamo, sia che moriamo, noi siamo del Signore.

...Infine custodite sicuramente e fedelmente il lascito celeste, non presumete mai della vostra prudenza o fortezza, ma solo dell'aiuto di Dio, coscienti che l'uomo non trova la forza in se stesso, e perciò dite con il Profeta: Signore, mio sostegno, mio rifugio, mio liberatore, e poi: Custodirò la mia fortezza presso di te, perché tu Dio sei il mio difensore; mio Dio, la tua misericordia mi verrà in aiuto, e poi: Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dai gloria, affinché in ogni cosa sia benedetto colui che guida le vostri mani nel combattimento e le vostre dita nella battaglia.

1 novembre 2008

Un documento poco conosciuto: l'Ego Promitto



Sempre più frequentemente, oramai, si cimentano a trattare di Templari persone che non hanno le conoscenze necessarie sull’argomento.
In quante occasioni abbiamo visto o ascoltato storici improvvisati, senza alcuna formazione valida, avventurarsi in azzardate disquisizioni il cui esito è risultato il più delle volte fuorviante? Troppe.
Abbiamo sentito di tutto e non staremo certo a rifarvi l’elenco delle assurdità che ricorrono in tali e spesso gratuite esibizioni di incompetenza. Le basi fondamentali per una corretta preparazione in materia non possono infatti prescindere dai pochi ma acclarati documenti a noi pervenuti. Oltre alla Regola, che sarebbe bene consultare per intero, ed al famoso trattato di San Bernardo sulla “nuova milizia”, esiste anche un piccolo documento, spesso citato ma mai compiutamente analizzato e valutato: l’Ego Promitto Domino.
Il breve testo, riguardante la formula di giuramento utilizzata da alcuni Templari iberici, permette di evidenziare sia la professione di Fede dei singoli componenti, ed i capisaldi cui essa era fermamente ancorata, sia le finalità materiali dell’Ordine. Il documento, particolarmente significativo, oltre a rappresentare una validissima testimonianza, contribuisce efficacemente a sgomberare il campo dalle numerose sciocchezze che ci vengono propinate da trasmissioni televisive e pubblicazioni prive di ogni attendibilità.



Io,

cavaliere dell’Ordine del Tempio, prometto al mio Signore Gesù Cristo e al suo Vicario Pontefice Romano ed ai suoi successori legittimamente eletti, eterna obbedienza e fedeltà perpetua, e giuro che con le parole, con le armi, con la forza e con la vita difenderò i misteri della fede, i sette sacramenti, i quattordici articoli della fede, il simbolo della fede sia degli Apostoli che di Sant’Atanasio, il libro del Vecchio e del Nuovo Testamento, con i commentari dei Padri della Chiesa, l’unità divina e la pluralità delle persone nell’unica Trinità; l’eterna verginità prima, durante e dopo il parto della Vergine Maria, figlia di Gioacchino e Anna, della tribù di Giuda, della stirpe del Re Davide; inoltre, prometto la sottomissione al Maestro Generale dell’Ordine e obbedienza secondo gli statuti di N. Padre San Bernardo.

Partirò per le guerre oltre il mare ogni qual volta sarà necessario; contro i re ed i principi infedeli presterò ogni aiuto; non sarò mai senza armi e senza cavallo; anche se mi trovassi di fronte a tre nemici, se sono infedeli, non fuggirò; non venderò i beni dell’Ordine, né li alienerò, né permetterò che siano alienati o venduti da alcuno; conserverò una castità perpetua; non consegnerò le città e le fortezze dell’Ordine ai suoi nemici.

Non negherò il mio aiuto con le parole, le armi e le buone opere alle persone devote, soprattutto ai monaci Cistercensi e ai loro Abati, nostri fratelli e compagni.

In fede, secondo la mia volontà, giuro di mantenere tutte queste promesse.
Che Dio ed i suoi Santi Evangeli mi aiutino.

30 ottobre 2008

Le bolle pontificie riguardanti i Templari



Riportiamo un elenco delle principali bolle pontificie riguardanti l'Ordine del Tempio:

1139 (29 marzo)
Omne Datum Optimum
Innocenzo II
Approva la regola dell’Ordine ed accorda la protezione papale ai Cavalieri Templari.

1144 (9 gennaio)
Milites Templi
Celestino II
Fornisce protezione ecclesiastica ai Cavalieri Templari e sollecita le elargizioni a favore della loro causa.

1145 (7 aprile)
Militia Dei
Eugenio III
Concede ai Cavalieri Templari di raccogliere le decime e le tasse funerarie e di seppellire i loro morti nei cimiteri di loro proprietà.

1307 (22 novembre)
Pastoralis Praeminentiae
Clemente V
Ordina l'arresto dei Cavalieri Templari e la confisca dei loro beni.

1308 (12 agosto)
Faciens Misericordiam
Clemente V
Dispone la procedura per perseguire i Cavalieri Templari.

1308 (12 agosto)
Regnans in Coelis
Clemente V
Convoca il Concilio di Vienne per discutere dei Cavalieri Templari.

1312 (22 marzo)
Vox in Excelso
Clemente V
Scioglie l'ordine dei Cavalieri Templari.

1312 (2 maggio)
Ad Providam Christi Vicarii
Clemente V
Concede la maggior parte delle proprietà dei Cavalieri Templari ai Cavalieri Ospitalieri.

1312 (6 maggio)
Considerantes Dudum
Clemente V
Segna le sorti dei singoli Templari: coloro che sono stati giudicati innocenti o che si sono riconciliati davanti alle commissioni diocesane riceveranno una rendita per la propria sussistenza commisurata al rango avuto nell'Ordine, ma i relapsi saranno giudicati con il massimo rigore dalla legge canonica.

28 ottobre 2008

Exordium Templariorum



GUILELMUS TYRENSIS
"HISTORIA RERUM IN PARTIBUS TRANSMARINIS GESTARUM"

Liber Duodecimus

Caput VII. Ordo Militiae Templi Hierosolymis instituitur.

Eodem anno, quidam nobiles viri de equestri ordine, Deo devoti, religiosi et timentes Deum, in manu domini patriarchae, Christi servitio se mancipantes, more canonicorum Regularium, in castitate, et obedientia, et sine proprio velle perpetuo vivere professi sunt. Inter quos primi et praecipui fuerunt, viri venerabiles, Hugo de Paganis et Gaufredus de Sancto Aldemaro. Quibus, quoniam neque ecclesia erat, neque certum habebant domicilium, rex in palatio quod secus templum Domini, ad australem habet partem, eis ad tempus concessit habitaculum. Canonici vero templi Domini, plateam quam circa praedictum habebant palatium, ad opus officinarum, certis quibusdam conditionibus concesserunt. Dominus autem rex cum suis proceribus, dominus quoque patriarcha cum praelatis ecclesiarum, de propriis dominicalibus certa eis pro victu et amictu beneficia quaedam ad tempus, quaedam in perpetuum contulerunt. Prima autem eorum professio, quodque eis a domino patriarcha et reliquis episcopis, in remissionem peccatorum injunctum est, ut vias et itinera, maxime ad salutem peregrinorum, contra latronum et incursantium insidias pro viribus conservarent. Novem autem annis post eorum institutionem in habitu fuerunt saeculari, talibus utentes vestimentis, quales pro remediis animarum suarum populus largiebatur. Tandem nono anno, concilio in Francia apud Trecas habito, cui interfuerunt dominus Remensis, et dominus Senonensis archiepiscopi, cum suffraganeis suis; Albanensis quoque episcopus, apostolicae sedis legatus; abbates quoque Cisterciensis, et Clarevallensis, et Pontiniacensis, cum aliis pluribus, instituta est eis regula, et habitus assignatus, albus videlicet, de mandato domini Honorii papae et domini Stephani Hierosolymitani patriarchae. Cumque jam annis novem in eodem fuissent proposito, non nisi novem erant; extunc coepit eorum numerus augeri, et possessiones multiplicabantur. Postmodum vero, tempore domini Eugenii papae, ut dicitur, cruces de panno rubeo, ut inter caeteros essent notabiliores, mantellis suis coeperunt assuere, tam equites quam eorum fratres inferiores, qui dicuntur servientes. Quorum res adeo crevit in immensum, ut hodie trecentos plus minusve in conventu habeant equites, albis chlamidibus indutos: exceptis fratribus, quorum pene infinitus est numerus. Possessiones autem tam ultra quam citra mare adeo dicuntur immensas habere, ut jam non sit in orbe Christiano provincia, quae praedictis fratribus bonorum suorum portionem non contulerit; et regiis opulentiis pares hodie dicantur habere copias. Qui, quoniam juxta templum Domini, ut praediximus, in palatio regio mansionem habent, fratres militiae Templi dicuntur. Qui cum diu in honesto se conservassent proposito, professioni suae satis prudenter satisfacientes, neglecta humilitate (quae omnium virtutum custos esse dignoscitur; et in imo sponte sedens, non habet unde casum patiatur) domino patriarchae Hierosolymitano, a quo et ordinis institutionem, et prima beneficia susceperant, se subtraxerunt, obedientiam ei, quam eorum praedecessores eidem exhibuerant, denegantes; sed et Ecclesiis Dei, eis decimas et primitias subtrahentes, et eorum indebite turbando possessiones, facti sunt valde molesti.

26 ottobre 2008

I Maestri Generali del Tempio



Presentiamo qui di seguito la lista dei Maestri Generali del Tempio, stilata in base alle più recenti notizie disponibili e ritenuta, al momento, la più attendibile. Si noterà che permangono tuttora incerte alcune date di nomina. In particolare, non si è ancora pervenuti a stabilire con precisione l’insediamento di Robert de Sablè, conseguenza del periodo di confusione seguito alla disfatta di Hattin ed al controverso epilogo della maestranza di Gerard de Ridefort, deceduto nell'ottobre del 1189. Per quanto riguarda invece Jacques de Molay, ultimo Maestro Generale, il periodo di elezione appare ormai definitivamente accertato tra i mesi di marzo ed aprile del 1292.


Hugues de Payns (1118/19 - 1136/37)

Robert de Craon (1136/37 - 1149)

Everard des Barres (1149 - 1152)

Bernard de Tremelay (1152 - 1153)

André de Montbard (1153 - 1156)

Bertrand de Blanquefort (1156 - 1169)

Philippe de Nablus (1169 - 1171)

Eudes de Saint-Amand (1171 - 1179/80)

Arnaud de la Tour Rouge (1181 - 1184)

Gerard de Ridefort (1185 - 1189)

Robert de Sablé (1190/91 - 1193)

Gilbert Erail (1194 - 1200)

Philippe de Plessis (1201 - 1209)

Guillaume de Chartres (1210 - 1218/19)

Pierre de Montaigu (1219 - 1232)

Armand de Périgord (1232 - 1244/45)

Richard de Bures (1244/45 - 1247)

Guillaume de Sonnac (1247 - 1250)

Renaud de Vichiers (1250 - 1256)

Thomas Berard (1256 - 1273)

Guillaume de Beaujeu (1273 - 1291)

Thibaud Gaudin (1291 - 1292)

Jacques de Molay (1292 - 1314)


25 ottobre 2008

Un atto dovuto

Un benvenuto a tutti coloro i quali si interessano di storia templare.

Questo blog nasce per necessità; è un atto doveroso, sentito, perchè motivato dalle continue imprecisioni e falsificazioni che ingiustamente offuscano e distorcono la memoria dei Cavalieri del Tempio.
Troverete in questo piccolo spazio materiale selezionato, supportato da evidenze storiche e prove documentali. Leggerete opinioni, commenti, recensioni di libri ma soprattutto non mancheremo di essere severi censori di quanti dovessero scrivere sui Templari in maniera inattendibile, fantasiosa o comunque inesatta.
Se veramente avete a cuore la vicenda dei frati del Tempio, sostenete la Tradizione Templare.

Un cordiale saluto a tutti